07 settembre 2005

 

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Legge 186/2005

Più volte, da queste pagine, ho denunciato discriminazioni e abusi sistematicamente adottati dai legislatori di turno nei confronti dei motociclisti in quanto categoria minoritaria e non protetta. Questa volta i legislatori italiani hanno superato loro stessi con una legge assurda e praticamente inapplicabile se non con il divieto generale di circolazione per qualunque veicolo motorizzato a due ruote. Si noti il fatto che compiendo le stesse infrazioni che comportano la confisca della moto, magari alla guida di un bus con 54 passeggeri a bordo, non si rischia nient'altro che una sanzione amministrativa. Alla guida di un'auto, quindi, possiamo continuare tranquillamente a togliere una mano dal volante per grattarci, aggiustare lo specchietto, fumare, toccare la nostra compagna, cambiare marcia anche se non abbiamo il cambio automatico, regolare il riscaldamento o l'aria condizionata, salutare le forze dell'ordine...

Se i legislatori lavorano contro di noi ed i vari enti, come la Federmoto o le stesse associazioni di industriali del settore che dovrebbero proteggere i nostri (e quindi i loro) interessi ma se ne fregano, non resta che appoggiare con tutta la partecipazione possibile le iniziative private, come quella sopra proposta, cercando di sfruttare al massimo l'avanzo di democrazia che ci rimane.

Se qualcuno al potere si preoccupasse veramente della nostra sicurezza, poi, bandirebbe come la peste le ghigliottine per motociclisti che continuano a montare, solo in Italia, al posto delle barriere New Jersey o altre strutture al passo coi tempi.

Fino a che rimarranno in vigore queste modifiche al Codice della Strada, sarà assurdo continuare a comprare moto nuove o comunque di un certo valore col rischio della confisca per un nonnulla: boicottiamo il mercato azzerando gli acquisti fino a che non saremo nuovamente garantiti di poter utilizzare con tranquillità le nostre cavalcature. Così facendo, oltre ad un forte messaggio inviato attraverso l'economia nazionale, potremo spronare anche tutti gli operatori di settore affinché proteggano i loro e, indirettamente, i nostri interessi.

Vincenzo De Simone