24/09/2005

 

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Briatore & Co.

In merito alle insistenti voci del passaggio di Valentino Rossi in Ferrari dal 2007, il patron della Benetton si è lasciato sfuggire una dichiarazione che non rende certo merito alla sua capacità di discernimento né tanto meno alla sua competenza in materia di motorismo; ha affermato in pratica che Valentino, per approdare alla F1, dovrebbe innanzitutto smettere di divertirsi con giocattoli da bambini.

Evitando una disquisizione filosofica in questa sede, riporterò semplicemente un elenco di verità incontestabili che potranno essere utili da semplice promemoria per chiunque, a cominciare da Flavio Briatore, voglia sintetizzare un'opinione personale ma oggettiva, in merito al valore dei piloti di moto e sulle diverse attitudini necessarie per la conduzione di veicoli a due ed a quattro ruote.

  • Portare al limite una moto è di gran lunga più difficile che fare lo stesso con un'auto, comporta un impegno psicomotorio nettamente più complesso e già questo fatto opera una selezione attitudinale a favore dei motociclisti.

  • I piloti di moto, da sempre, passano alle auto quasi sempre alla fine della loro carriera, ciò anche per riposarsi o riciclarsi quando non riescono più ad essere vincenti: se in moto hanno ottenuto risultati mediocri, una volta passati alle auto ottengono risultati sempre proporzionalmente migliori; se in moto sono stati campioni, passati alle auto vanno subito a giocarsela con i migliori. In tutti e due i casi, appena cominciano a correre su 4 ruote si mettono subito dietro piloti auto che corrono da anni. Ciò accade quasi regolarmente, forse con l'unica eccezione di Giacomo Agostini

  • La Formula 1 non è certo l'università dell'auto: per rimanere in pista, ad esempio, sappiamo che la Formula Indy gira a medie pari o superiori alle velocità massime della Formula 1; se invece vogliamo uscire dalle piste, dobbiamo riconoscere che chi sa guidare veramente corre i rally, non certo formule che tecnicamente non differiscono più di tanto dal karting. E Valentino, guarda un po', ha cominciato proprio col karting su terra ad un'età alla quale i migliori piloti di F1 del momento al massimo andavano a pedali: 5 anni. 

  • Valentino ha già dato prova del suo valore su 4 ruote. E se per caso cercate qualcun'altro ancora più bravo di lui provate a chiedere dalle parti di Borgo Rivola, vi indicheranno la casa di un fuoriclasse del motociclismo che ha battuto Rossi anche in auto: in occasione dell'ultimo MOTO-MITO, Loris Capirossi ha vinto tutt'e dieci (!!!) le prove con l'auto da rally mettendosi dietro anche esperti piloti automobilistici.

  • Nel caso della motoGP, i piloti sono abituati a gestire accelerazioni, in rettilineo, superiori alla F1 e power-slide, in uscita di curva, complicati enormemente , rispetto alle auto, dal contemporaneo necessario controllo dell'equilibrio. E non mi risulta adottino gestioni elettroniche della trazione....

  • Se vogliamo valutare la situazione da comuni utenti delle strade siamo coscienti tutti del fatto che qualunque motociclista è capace di guidare un'auto ma non è assolutamente vero il contrario, infatti il "popolo" dei motociclisti è formato per lo più da gente con spiccate attitudini all'utilizzo della tecnologia in genere mentre gran parte degli utilizzatori dell'auto sono persone che non sanno nemmeno come funziona una lampadina.

In ultima analisi, come sostiene Reggiani, è triste vedere che ci sia gente che misura tutto col denaro, infatti soltanto sotto questo aspetto la Formula 1 è roba da grandi.