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Briatore
& Co.
In merito alle insistenti voci del passaggio di Valentino
Rossi in Ferrari dal 2007, il patron della Benetton si è lasciato
sfuggire una dichiarazione che non rende certo merito alla sua capacità di
discernimento né tanto meno alla sua competenza in materia di motorismo; ha
affermato in pratica che Valentino, per approdare alla F1, dovrebbe innanzitutto
smettere di divertirsi con giocattoli da bambini.
Evitando una disquisizione filosofica in questa
sede, riporterò semplicemente un elenco di verità incontestabili che potranno
essere utili da semplice promemoria per chiunque, a cominciare da Flavio
Briatore, voglia sintetizzare un'opinione personale ma oggettiva, in merito
al valore dei piloti di moto e sulle diverse attitudini necessarie per la
conduzione di veicoli a due ed a quattro ruote.
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Portare al limite una moto
è di gran
lunga più difficile che fare lo stesso con un'auto, comporta un impegno
psicomotorio nettamente più complesso e già questo fatto opera una
selezione attitudinale a favore dei motociclisti.
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I piloti di moto, da sempre, passano
alle auto quasi sempre alla fine della loro carriera, ciò anche per
riposarsi o riciclarsi quando non riescono più ad essere vincenti: se in moto hanno
ottenuto risultati mediocri, una volta passati alle auto ottengono risultati
sempre proporzionalmente migliori; se in moto sono stati campioni, passati
alle auto vanno subito a giocarsela con i migliori. In tutti e due i casi,
appena cominciano a correre su 4 ruote si mettono subito dietro piloti auto
che corrono da anni. Ciò accade quasi regolarmente, forse con l'unica eccezione di Giacomo
Agostini.
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La Formula 1 non è certo l'università
dell'auto: per rimanere in pista, ad esempio, sappiamo che la Formula Indy gira a medie pari o superiori alle velocità massime della Formula 1;
se invece vogliamo uscire dalle piste, dobbiamo riconoscere che chi sa
guidare veramente corre i rally, non certo formule che tecnicamente non
differiscono più di tanto dal karting. E Valentino, guarda un po', ha
cominciato proprio col karting su terra ad un'età alla quale i migliori
piloti di F1 del momento al massimo andavano a pedali: 5 anni.
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Valentino ha già dato prova del suo
valore su 4 ruote. E se per caso cercate qualcun'altro ancora più bravo
di lui provate a chiedere dalle parti di Borgo Rivola, vi
indicheranno la casa di un fuoriclasse del motociclismo che ha battuto Rossi
anche in auto: in occasione dell'ultimo MOTO-MITO, Loris Capirossi
ha vinto tutt'e dieci (!!!) le prove con l'auto da rally mettendosi
dietro anche esperti piloti automobilistici.
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Nel caso della motoGP, i piloti sono
abituati a gestire accelerazioni, in rettilineo, superiori alla F1 e
power-slide, in uscita di curva, complicati enormemente , rispetto alle auto,
dal contemporaneo necessario controllo dell'equilibrio. E non mi risulta adottino
gestioni elettroniche della trazione....
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Se vogliamo valutare la situazione da
comuni utenti delle strade siamo coscienti tutti del fatto che qualunque
motociclista è capace di guidare un'auto ma non è assolutamente vero il
contrario, infatti il "popolo" dei motociclisti è formato per lo
più da gente con spiccate attitudini all'utilizzo della tecnologia in
genere mentre gran parte degli utilizzatori dell'auto sono persone che non
sanno nemmeno come funziona una lampadina.
In ultima analisi, come sostiene Reggiani,
è triste vedere che ci sia gente che misura tutto col denaro, infatti soltanto
sotto questo aspetto la Formula 1 è roba da grandi.
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