|
Quando avevo il negozio di ricambi, tenevo esposto in bella vista un cartello che riportava la seguente scritta:
"PNEUMATICI
PER TUTTI I TIPI DI MOTO E Custom"
ma solo pochissimi coglievano la distinzione.
Se non esiste razionalità
alcuna nello sperperare soldi per una custom quando spendendo
anche meno si potrebbe acquistare una moto che soddisfi appieno
qualsiasi esigenza DINAMICA, allora perché esiste gente che si ostina a
scegliere il peggio?
La risposta è nell'ignoranza.
A torto le custom vengono ritenute comode mentre in realtà
rappresentano il modo più scomodo di andare su due ruote dopo la
bicicletta: basterebbe già questa consapevolezza per distogliere molti
degli utenti da scelte del genere, o degeneri... .
A torto le custom vengono ritenute più sicure se non altro perché non
inducono o favoriscono la guida veloce; ma ciò è falso per due
motivi:
- non esiste un concetto di "andar piano" per quanto riguarda la
sicurezza: la velocità di sicurezza dipende dal contesto e dalle
caratteristiche dinamiche del veicolo e anche con una custom può
capitare di entrare troppo forte in una curva o di dover scansare
un ostacolo in tempi ridotti. In casi del genere meglio una moto capace
di reagire per il meglio che una custom!
- se si è portati alla guida sportiva, viene naturale procedere col
proprio passo con qualsiasi veicolo si guidi: a me è capitato più di una
volta guidare mio malgrado una custom e mi sono trovato a procedere
"naturalmente" ad un passo limite per il genere di veicolo
rischiando ovviamente più che con una moto viste le sue ridotte e
mortificanti capacità dinamiche.
Per la loro vocazione statica, le custom andrebbero relegate a sola
esercitazione di stile nelle fiere: su strada meglio che circolino
veicoli concepiti per... circolare su strada!
Come si fa per distinguere una custom da una moto? Semplice, se non
riuscite ad alzarvi in piedi sulle pedane senza aggrapparvi al
manubrio, siete su di una custom: per la vostra salute mentale e quella
fisica, scendete immediatamente!
|
Tutto quello che avreste voluto sapere sulle custom ma non avete mai osato chiedere
Lo spunto per questo ritorno alla vocazione originaria del sito nasce dal casuale rinvenimento in rete delle (secondo l'autore) "7 ottime ragioni per scegliere una Custom" .
Le
divertenti vignette di Disegni & Caviglia - edite a loro tempo dal
mensile "La Moto" - sarebbero sufficienti per liquidare la questione ma
il fatto stesso che qualcuno si sia dato la briga di cercare qualche
motivo RAZIONALE per scegliere una custom (con la "c" minuscola, mi
raccomando: si tratta di un genere, non di un nome proprio) mi spinge a
riprendere - per amor di verità - punto per punto quanto affermato
nell'articolo citato.
COMODITA'
Chi
conduce una Custom sta comodamente seduto su un'ampia sella, con il
manubrio solitamente a portata di mano, senza gravare con i polsi sulle
manopole e con le palle sul serbatoio. Lo stesso passeggero non
è costretto a fare lo 'zaino' del conducente.
Per i piedini anfibiati dei customisti esistono poi svariate forme e
dimensioni di pedane (comprese quelle per il passeggero) tra cui
scegliere. Volete mettere quanto è più comodo
rispetto a
dei moncherini di ferro con un pò di gomma sopra ?! |
FALSO
La posizione di guida di una custom è di quanto meno ergonomico si
possa concepire a partire dalle pedane situate così lontano dal
piano di seduta che andrebbero bene solo in presenza di uno schienale.
Il loro avanzamento infatti non permette di scaricare peso dal sedere
finendo con l'affaticare le terga dopo pochissime centinaia di
chilometri.
I manubri montati sulle custom sono di forme eterogenee QUASI MAI "A
PORTATA DI MANO" in quanto NON vengono concepiti con principi
funzionali ma soltanto estetici: la dimostrazione è che sulle normali
moto i manubri si somigliano tutti, molto semplicemente perché sono i
corpi umani a somigliarsi tutti... .
Una posizione di guida ergonomica consente di distribuire equamente il
peso corporeo tra mani, piedi e sedere/interno cosce: solo così è
possibile evitare di stancarsi alla guida.
Il ruolo di zainetto del passeggero è tipico non solo alle
supersportive a cui l'autore si riferisce ma anche alle custom che in
egual misura relegano il passeggero su di uno strapuntino: non è così
per le normali moto da turismo o da enduro strada che in genere lo
accolgono su di una porzione di sella più grande di quella destinata al
pilota.
Le pedane a cui fa riferimento l'autore non sono certo l'ideale per il controllo del veicolo.
|
RELAX
Ma
chi l'ha detto che conta solo la performance, i cavalli, lo
scatto, la velocità, l'aerodinamica? Non si potrebbe cercare di
viaggiare più sereni, senza dover dimostrare al prossimo quanto
si è bravi a sorpassare, senza dover coprire le distanze nel
minor tempo possibile? E il gusto del viaggio? E la capacità di
carico? E godersi i panorami? E staccare un attimo gli occhi
dall'asfalto? E la comodità? E le vibrazioni del motore? E
il rumore del motore? E la capacità del serbatoio? E poter
scambiare due chiacchiere senza auricolare? E i costi di manutenzione? E
farsi bastare due chiavi e una pinza per ogni evenienza? E quello che non c'è non si rompe?
E la possibilità di cambiare tutto quello che ci pare, come ci pare? E
.... .. e... ...e .. .. .e . .. .. e .... e ... |
FALSO
nell'ordine alle domande retoriche:
- La stessa definizione di "moto" suggerisce qualcosa in movimento: più
una due ruote è fatta per ottenere prestazioni dinamiche più è una
moto, più tende alla staticità più è una custom.
- Per viaggiare sereni è necessario un veicolo che abbia buone
prestazioni dinamiche come maneggevolezza e tenuta di strada: il
contrario di quanto offerto dai custom.
- Per un motociclista, il gusto del viaggio consiste nella guida, se no preferirebbe viaggiare in autobus.
La capacità di carico di una custom è generalmente inferiore o al
massimo pari ad una normale moto da turismo: forse l'autore fa
riferimento a moto sportive che, come dice la definizione, sono
concepite per fini sportivi, non turistici.
- Quando si guida bisogna prestare attenzione alla strada, i panorami
si godono da fermi. Del resto con una moto si viaggia molto più
velocemente che con una custom per cui avanza molto più tempo per
rimirare il paesaggio.
- Staccare un attimo gli occhi dall'asfalto ovvero dalla strada, può essere letale: quando si guida non "esiste" paesaggio.
- La comodità, appunto è il contrario del concetto custom: con nessuna
custom è possibile stare 12h in sella senza risentirne, con una moto
stradale non c'è alcun problema a farlo; ed in 12h con una stradale se
ne fa di strada... .
- Le vibrazioni indotte dal motore denotano una meccanica arcaica e
comunque apportano solo un peggioramento alla qualità... della vita.
- Il rumore del motore. Embè?
- La capacità del serbatoio non è proprio il punto di forza delle
custom, che altro non sono che delle edulcorazioni del concetto di
chopper dai tipici serbatoi rastremati a goccia. Una buona stradale
dispone sempre di serbatoi di generosa portata.
- Le chiacchiere quando si guida distraggono e distolgono dal piacere del viaggio: meglio farle da fermi.
- I costi di manutenzione si calcolano a chilometro: le custom appaiono
più economiche solo perché non ci si riesce a percorrere lunghe
distanze, sia per la loro lentezza che a causa della loro scomodità(*)
- Difficile riparare una moderna custom con due chiavi ed una pinza:
forse l'autore si riferisce a custom d'epoca e allora la stessa cosa
vale per le moto.
- Quello che si può rompere su di una custom sono (anche) un sacco di oggetti inutili che sulle moto non esistono.
- Il tuning è possibile (e da molte più soddisfazioni) anche sulle moto.
- ...e cosa? Non esistono motivi razionali per scegliere una custom.
|
MANUTENZIONE
Una
moto Custom è principalmente un 'cancello'. Elettronica
poca, solo un pò di elettricità
per le lampadine. Motori lenti (4000 giri) che non si fermano mai, come
i trattori. Le gomme (non dovendo fare pieghe esagerate) possono durare
quasi il doppio rispetto alle sorelle stradiste. |
RELATIVAMENTE VERO
Anche le normali moto sono concepite per lunghe percorrenze senza
interventi con la sola eccezione di alcune supersportive,
prevalentemente di fabbricazione italiana.
|
STABILITA'
L'altezza
da terra della sella è a prova di nano. Sostando ai
semafori si arriva comodamente a poggiare l'intera pianta del piede a
terra senza dover stendere completamente la gamba: impossibile cadere a
terra da fermi anche se le moto pesa molto. Difatti proprio il peso vi
aiuterà in marcia. Grazie ad esso, ed al
baricentro molto vicino al suolo, anche in piega
la moto
segue sempre perfettamente l'impostazione della curva. L'importante
è che le sospensioni siano in efficienza, e che le gomme non
siano due caciotte....
|
FALSO
Una cosa è la maneggevolezza da fermo, ben altra cosa è la stabilità di
marcia. L'autore fa confusione su questo concetto sviscerato in questo articolo .
Quest'altro invece svela gli effetti del baricentro sulla dinamica della moto.
Un baricentro basso non assicura assolutamente coerenza di traiettoria:
essa dipende in gran parte dalle geometrie del veicolo e dal buon
funzionamento delle sospensioni, virtù di cui sono spesso carenti le
custom: infatti si rivelano quasi tutte poco stabili ad eccezione di
quelle di marca Guzzi che in effetti tanto custom non sono... .
|
PERSONALIZZAZIONE
La
parola stessa (Custom) indica la grande possibilità di
trasformazione. Tra gli accessori si trovano bulloni, piastre,
copriqualsiasicosa, borse, fari, pedane e selle di ogni tipo, forma,
dimensione e prezzo. Sbizzarrirsi con le aerografie,
a chi piace, non
fa altro che impreziosire il mezzo. Anche una giapponese può
tirare fuori
l'anima se ben equipaggiata ! |
RELATIVAMENTE VERO
Come già accennato, è possibile personalizzare qualsiasi tipo di moto, ancor più se dotate di una generosa carenatura.
|
FRENATA
Anche
se è noto che gli impianti frenanti delle Custom non sono
eccellenti, la domanda è: eccellenti per cosa? Non
sono
moto
per correre, ricordiamolo. E' in pista che si può (deve?)
correre.
Chiaramente con una Custom la frenata risulta più lunga, ma
rimane sempre e comunque stabile (a meno che non ci sia un tamburaccio
al freno posteriore). Le moto troppo leggere e con impianti frenanti
troppo potenti tendono a impennarsi sulla ruota anteriore
quando si è costretti ad inchiodare. E di certo non
è piacevole.
Mentre su una Custom, se si impara a
modulare la frenata anche col
freno posteriore (le Guzzi lo fanno in automatico), la
decelerazione è dolce e diluita nello spazio d'arresto.
Possibilmente è il caso di aiutarsi scalando le
marce, sfruttando la potenza della coppia bicilindrica.
Ad ogni modo guidare una Custom è un diletto, non una gara.
Imparate (tutti) ad andare più piano.
|
RELATIVAMENTE VERO
Cioè: l'unica cosa vera è che le supersportive, ma solo questo genere
di moto, hanno realmente la tendenza a ribaltarsi se troppo "pinzate"
per via della potenza dell'impianto, del loro passo corto e del
baricentro relativamente alto.
Ma si sta parlando tuttavia di capacità deceleranti che per una custom
equivalgono alla fantascienza: in realtà quasi tutte le custom frenano
molto poco, ecco perché la loro frenata è "dolce".
Il concetto di "andare piano" è privo di senso: anche una custom può
procedere a 100km/h su di una statale e anche davanti ad una custom si
può parare improvvisamente un ostacolo: in tal caso meglio fare
affidamento su spazi di arresto ridotti che nel caso di moto sportive
rispetto alle "sfrenate" custom possono essere addirittura dimezzati!
|
LE
GNOCCHE
Volete
mettere? Potreste trovare la foto della vostra moto con una
bella gnocca ;o) |
L'immagine parla da sola: le gnocche, soprattutto quelle stupide che amano i
custom, si accoppiano più volentieri con le custom che con i loro
ownewrs... .
|
|
*)
Una volta, il possessore di una custom Harley mi disse che non era vero
che la sua era una moto stancante: riusciva a percorre senza problemi
anche 150km al giorno... !
Forse aveva ragione col
suo metro di valutazione: io per fare meno di 300km al giorno
preferisco l'auto. Mi guardò con un certo stupore quando gli dissi che in moto le
mie tappe giornaliere standard sono tra i 600 ed i 1200km e solo per
fermarmi in punti convenuti ne programmo di inferiori ai 300.
I
due concetti antitetici di "veicolo stradale a due ruote" esplicitati
dalle immagini sopraesposte, al di là dei gusti personali, possono
essere giudicati solo in base a parametri funzionali: sono entrambi
assurdi.
Il primo perché una qualsiasi custom in movimento perde tutti i suoi presupposti "funzionali".
Il secondo perché la sportivizzazione di una moto superveloce come
l'Hayabusa trova la sua giusta dimensione solo in movimento. Anche se
ferma è comunque bella da togliere il fiato!
|