28 dicembre 2010

2010 

HyperCounter



Quando  avevo il negozio di ricambi, tenevo esposto in bella vista un cartello che riportava la seguente scritta:

"PNEUMATICI
 PER TUTTI I TIPI DI MOTO E Custom"

ma solo pochissimi coglievano la distinzione.



Se non esiste razionalità alcuna nello sperperare soldi  per una custom quando spendendo anche meno si potrebbe acquistare una moto che soddisfi appieno qualsiasi esigenza DINAMICA, allora perché esiste gente che si ostina a scegliere il peggio?

La risposta è nell'ignoranza.

A torto le custom vengono ritenute comode mentre in realtà rappresentano il modo più scomodo di andare su due ruote dopo la bicicletta: basterebbe già questa consapevolezza per distogliere molti degli utenti da scelte del genere, o degeneri... .

A torto le custom vengono ritenute più sicure se non altro perché non inducono o favoriscono la  guida veloce; ma ciò è falso per due motivi:
- non esiste un concetto di "andar piano" per quanto riguarda la sicurezza: la velocità di sicurezza dipende dal contesto e dalle caratteristiche dinamiche del veicolo e anche con una custom può capitare di  entrare troppo forte in una curva o di dover scansare un ostacolo in tempi ridotti. In casi del genere meglio una moto capace di reagire per il meglio che una custom!
- se si è portati alla guida sportiva, viene naturale procedere col proprio passo con qualsiasi veicolo si guidi: a me è capitato più di una volta guidare mio malgrado una custom e mi sono trovato a procedere "naturalmente" ad un passo limite per il genere di veicolo rischiando ovviamente più che con una moto viste le sue ridotte e mortificanti capacità dinamiche.

Per la loro vocazione statica, le custom andrebbero relegate a sola esercitazione di stile nelle fiere: su strada meglio che circolino veicoli concepiti per... circolare su strada!

Come si fa per distinguere una custom da una moto? Semplice, se non riuscite ad alzarvi in piedi sulle pedane senza aggrapparvi al manubrio, siete su di una custom: per la vostra salute mentale e quella fisica, scendete immediatamente!
 
  Tutto quello che avreste voluto sapere sulle custom ma non avete mai osato chiedere

Lo spunto per questo ritorno alla vocazione originaria del sito nasce dal casuale rinvenimento in rete delle (secondo l'autore) "7 ottime ragioni per scegliere una Custom" .
Le divertenti vignette di Disegni & Caviglia - edite a loro tempo dal mensile "La Moto" - sarebbero sufficienti per liquidare la questione ma il fatto stesso che qualcuno si sia dato la briga di cercare qualche motivo RAZIONALE per scegliere una custom (con la "c" minuscola, mi raccomando: si tratta di un genere, non di un nome proprio) mi spinge a riprendere - per amor di verità - punto per punto quanto affermato nell'articolo citato.

COMODITA'

Chi conduce una Custom sta comodamente seduto su un'ampia sella, con il manubrio solitamente a portata di mano, senza gravare con i polsi sulle manopole e con le palle sul serbatoio. Lo stesso passeggero non è costretto a fare lo 'zaino' del conducente.
Per i piedini anfibiati dei customisti esistono
poi svariate forme e dimensioni di pedane (comprese quelle per il passeggero) tra cui scegliere. Volete mettere quanto è più comodo rispetto a dei moncherini di ferro con un pò di gomma sopra ?!
FALSO

La posizione di guida di una custom è di quanto meno ergonomico si possa concepire a partire dalle pedane situate così lontano  dal piano di seduta che andrebbero bene solo in presenza di uno schienale.
Il loro avanzamento infatti non permette di scaricare peso dal sedere finendo con l'affaticare le terga dopo pochissime centinaia di chilometri.

I manubri montati sulle custom sono di forme eterogenee QUASI MAI "A PORTATA DI MANO" in quanto NON vengono concepiti con principi funzionali ma soltanto estetici: la dimostrazione è che sulle normali moto i manubri si somigliano tutti, molto semplicemente perché sono i corpi umani a somigliarsi tutti... .

Una posizione di guida ergonomica consente di distribuire equamente il peso corporeo tra mani, piedi e sedere/interno cosce: solo così è possibile evitare di stancarsi alla guida.
Il ruolo di zainetto del passeggero è tipico non solo alle supersportive a cui l'autore si riferisce ma anche alle custom che in egual misura relegano il passeggero su di uno strapuntino: non è così per le normali moto da turismo o da enduro strada che in genere lo accolgono su di una porzione di sella più grande di quella destinata al pilota.

Le pedane a cui fa riferimento l'autore non sono certo l'ideale per il controllo del veicolo.
RELAX

Ma chi l'ha detto che conta solo la performance, i cavalli, lo scatto, la velocità, l'aerodinamica? Non si potrebbe cercare di viaggiare più sereni, senza dover dimostrare al prossimo quanto si è bravi a sorpassare, senza dover coprire le distanze nel minor tempo possibile? E il gusto del viaggio? E la capacità di carico? E godersi i panorami? E staccare un attimo gli occhi dall'asfalto? E la comodità? E le vibrazioni del motore? E il rumore del motore? E la capacità del serbatoio? E poter scambiare due chiacchiere senza auricolare? E i costi di manutenzione? E farsi bastare due chiavi e una pinza per ogni evenienza? E quello che non c'è non si rompe? E la possibilità di cambiare tutto quello che ci pare, come ci pare? E  .... .. e... ...e .. .. .e . .. ..  e .... e ...
FALSO

nell'ordine alle domande retoriche:
- La stessa definizione di "moto" suggerisce qualcosa in movimento: più una due ruote è fatta per ottenere prestazioni dinamiche più è una moto, più tende alla staticità più è una custom.
- Per viaggiare sereni è necessario un veicolo che abbia buone prestazioni dinamiche come maneggevolezza e tenuta di strada: il contrario di quanto offerto dai custom.
- Per un motociclista, il gusto del viaggio consiste nella guida, se no preferirebbe viaggiare in autobus.
La capacità di carico di una custom è generalmente inferiore o al massimo pari ad una normale moto da turismo: forse l'autore fa riferimento a moto sportive che, come dice la definizione, sono concepite per fini sportivi, non turistici.
- Quando si guida bisogna prestare attenzione alla strada, i panorami si godono da fermi. Del resto con una moto si viaggia molto più velocemente che con una custom per cui avanza molto più tempo per rimirare il paesaggio.
- Staccare un attimo gli occhi dall'asfalto ovvero dalla strada, può essere letale: quando si guida non "esiste" paesaggio.
- La comodità, appunto è il contrario del concetto custom: con nessuna custom è possibile stare 12h in sella senza risentirne, con una moto stradale non c'è alcun problema a farlo; ed in 12h con una stradale se ne fa di strada... .
- Le vibrazioni indotte dal motore denotano una meccanica arcaica e comunque apportano solo un peggioramento alla qualità... della vita.
- Il rumore del motore. Embè?
- La capacità del serbatoio non è proprio il punto di forza delle custom, che altro non sono che delle edulcorazioni del concetto di chopper dai tipici serbatoi rastremati a goccia. Una buona stradale dispone sempre di serbatoi di generosa portata.
- Le chiacchiere quando si guida distraggono e distolgono dal piacere del viaggio: meglio farle da fermi.
- I costi di manutenzione si calcolano a chilometro: le custom appaiono più economiche solo perché non ci si riesce a percorrere lunghe distanze, sia per la loro lentezza che a causa della loro scomodità(*)
- Difficile riparare una moderna custom con due chiavi ed una pinza: forse l'autore si riferisce a custom d'epoca e allora la stessa cosa vale per le moto.
- Quello che si può rompere su di una custom sono (anche) un sacco di oggetti inutili che sulle moto non esistono.
- Il tuning è possibile (e da molte più soddisfazioni) anche sulle moto.
- ...e cosa? Non esistono motivi razionali per scegliere una custom.
MANUTENZIONE

Una moto Custom è principalmente un 'cancello'. Elettronica poca, solo un pò di elettricità per le lampadine. Motori lenti (4000 giri) che non si fermano mai, come i trattori. Le gomme (non dovendo fare pieghe esagerate) possono durare quasi il doppio rispetto alle sorelle stradiste.
RELATIVAMENTE VERO

Anche le normali moto sono concepite per lunghe percorrenze senza interventi con la sola eccezione di alcune supersportive, prevalentemente di fabbricazione italiana.
STABILITA'

L'altezza da terra della sella è a prova di nano. Sostando ai semafori si arriva comodamente a poggiare l'intera pianta del piede a terra senza dover stendere completamente la gamba: impossibile cadere a terra da fermi anche se le moto pesa molto. Difatti proprio il peso vi aiuterà in marcia. Grazie ad esso, ed al baricentro molto vicino al suolo, anche in piega la moto segue sempre perfettamente l'impostazione della curva. L'importante è che le sospensioni siano in efficienza, e che le gomme non siano due caciotte....
FALSO

Una cosa è la maneggevolezza da fermo, ben altra cosa è la stabilità di marcia. L'autore fa confusione su questo concetto sviscerato in questo articolo .

Quest'altro invece svela gli effetti del baricentro sulla dinamica della moto.
Un baricentro basso non assicura assolutamente coerenza di traiettoria: essa dipende in gran parte dalle geometrie del veicolo e dal buon funzionamento delle sospensioni, virtù di cui sono spesso carenti le custom: infatti si rivelano quasi tutte poco stabili ad eccezione di quelle di marca Guzzi che in effetti tanto custom non sono... .
PERSONALIZZAZIONE
La parola stessa (Custom) indica la grande possibilità di trasformazione. Tra gli accessori si trovano bulloni, piastre, copriqualsiasicosa, borse, fari, pedane e selle di ogni tipo, forma, dimensione e prezzo. Sbizzarrirsi con le aerografie, a chi piace, non fa altro che impreziosire il mezzo. Anche una giapponese può tirare fuori l'anima se ben equipaggiata !
RELATIVAMENTE VERO

Come già accennato, è possibile personalizzare qualsiasi tipo di moto, ancor più se dotate di una generosa carenatura.
FRENATA

Anche se è noto che gli impianti frenanti delle Custom non sono eccellenti, la domanda è: eccellenti per cosa? Non sono moto per correre, ricordiamolo. E' in pista che si può (deve?) correre. Chiaramente con una Custom la frenata risulta più lunga, ma rimane sempre e comunque stabile (a meno che non ci sia un tamburaccio al freno posteriore). Le moto troppo leggere e con impianti frenanti troppo potenti tendono a impennarsi sulla ruota anteriore quando si è costretti ad inchiodare. E di certo non è piacevole. Mentre su una Custom, se si impara a modulare la frenata anche col freno posteriore (le Guzzi lo fanno in automatico), la decelerazione è dolce e diluita nello spazio d'arresto. Possibilmente è il caso di aiutarsi scalando le marce, sfruttando la potenza della coppia bicilindrica.
Ad ogni modo guidare una Custom è un diletto, non una gara. Imparate (tutti) ad andare più piano.
RELATIVAMENTE VERO

Cioè: l'unica cosa vera è che le supersportive, ma solo questo genere di moto, hanno realmente la tendenza a ribaltarsi se troppo "pinzate" per via della potenza dell'impianto, del loro passo corto e del baricentro relativamente alto.
Ma si sta parlando tuttavia di capacità deceleranti che per una custom equivalgono alla fantascienza: in realtà quasi tutte le custom frenano molto poco, ecco perché la loro frenata è "dolce".

Il concetto di "andare piano" è privo di senso: anche una custom può procedere a 100km/h su di una statale e anche davanti ad una custom si può parare improvvisamente un ostacolo: in tal caso meglio fare affidamento su spazi di arresto ridotti che nel caso di moto sportive rispetto alle "sfrenate" custom possono essere addirittura dimezzati!
LE GNOCCHE

Volete mettere? Potreste trovare la foto della vostra moto con una bella gnocca ;o)

L'immagine parla da sola: le gnocche, soprattutto quelle stupide che amano i custom, si accoppiano più volentieri con le custom che con i loro ownewrs... .



 *) Una volta, il possessore di una custom Harley mi disse che non era vero che la sua era una moto stancante: riusciva a percorre senza problemi anche 150km al giorno... !
Forse aveva ragione col suo metro di valutazione: io per fare meno di 300km al giorno preferisco l'auto. Mi guardò con un certo stupore quando gli dissi che in moto
le mie tappe giornaliere standard sono tra i 600 ed i 1200km e solo per fermarmi in punti convenuti ne programmo di inferiori ai 300.



I due concetti antitetici di "veicolo stradale a due ruote" esplicitati dalle immagini sopraesposte, al di là dei gusti personali, possono essere giudicati solo in base a parametri funzionali: sono entrambi assurdi.
Il primo perché una qualsiasi custom in movimento perde tutti i suoi presupposti "funzionali".
Il secondo perché la sportivizzazione di una moto superveloce come l'Hayabusa trova la sua giusta dimensione solo in movimento. Anche se ferma è comunque bella da togliere il fiato!