14 Febbraio 2009

 

prologo

giorno 29 Gennaio

mattina giorno 30

pomeriggio giorno 30

sera giorno 30

giorno 31

giorno 1° Febbraio

 

Rapida incursione solitaria all'Elefantentreffen 2009

Solla-Thurmansbang 30/01-01/02

Se per l'avventura del 2007 sono riuscito a mettere insieme uno scarno reportage dotato però di una documentazione fotografica accettabile e poi meglio integrata da immagini fornite da un altro componente della spedizione, questa volta l'avventura ha prevalso sull'immagine nonostante non ci siano da narrare accadimenti realmente più epici dei precedenti. Ma si sa: qualsiasi esperienza vissuta in solitaria sembra più eroica di una vissuta in compagnia.

L'avventura, abbastanza lineare in sé, comincia e finisce però in maniera movimentata con una fase preparatoria della moto durata almeno un paio di giorni nei quali, col solo materiale che avevo a disposizione, ho realizzato un paragambe per scongiurare il freddo patito ai piedi la volta scorsa ed un particolare portapacchi laterale concepito per l'aggancio sicuro e poco ingombrante del solo sacco a pelo più un altro eventuale piccolo collo. Lo lascerò infatti in opera anche dopo averlo utilizzato.

Mi sono "divertito" a costruire il paragambe impostandolo su di un paramotore recuperato da una Guzzi V65 che avevo acquistato rottamata diversi anni fa a scopo donazione organi. Per fortuna non butto via mai niente che giudico utilizzabile ed infatti mi sono tornati utili perfino un paio di plexiglas che sostituirono nei lontani '87 e '88 i vetri laterali della Lada Niva che usavo per le competizioni: con questi ho realizzato il paragambe vero e proprio, modellato a caldo e tagliato sulla sagoma imposta dal paramotore di cui sopra. Il risultato alla prova dei fatti è stato positivo nonostante il limitato ingombro di tutto il componente: niente più freddo ai piedi!

Per quanto riguarda l'essenziale portapacchi laterale, l'ho realizzato sul lato sinistro della moto collegando semplicemente, con un esile profilato metallico rettangolare, il supporto della pedana passeggero con l'ultimo bullone posteriore del telaietto portapacchi-parafango-targa; al profilato ho poi fissato, sfruttando al meglio la loro particolare angolazione, due maniglie recuperate negli anni '90 da una Cagiva SXT125 rottamata e trasformata per il cross. Il profilo metallico invece era un ferraccio qualsiasi recuperato nel cantiere di una ristrutturazione operata un paio di anni fa....

Ma l'aiuto più radicale per la razionalizzazione del bagaglio è provenuto dalla piacevole scoperta di poter utilizzare un bauletto appena giunto nel mio garage assieme ad una moto che mi hanno regalato (!): quest'ultimo è da 36lt contro i soli 29 di quello impiegato in precedenza. Quei pochi litri in più, ma anche la sua forma schiacciata, mi consentiranno di riporre al suo interno anche il telo impermeabile e la coperta militare che porto per l'accampamento liberando così spazio prezioso sul portapacchi anteriore sul quale ho poi fissato la tenda (che non avevo la volta scorsa) ed materassino in neoprene che avevo in precedenza fissato lateralmente, proprio sopra la marmitta bruciandolo un po'... .

Espletate anche altre incombenze come la sostituzione dell'olio ed altri controlli, devo purtroppo lasciare la moto pronta per il viaggio ed allontanarmi da Siena per un irrinunciabile appuntamento: una causa in tribunale per la quale sono citato come testimone! Per cui, con tutti i dolori muscolari causati dalle acrobazie necessarie per lavorare ad una moto non elevata su di una pedana, monto sul furgone che avevo utilizzato per portare a casa la "nuova" moto e torno presso la mia residenza abituale.

Solo la sera prima della causa mi viene comunicato che per via dello sciopero degli avvocati la stessa sarà rinviata per cui non farò in tempo a sfruttare alcun vantaggio a meno di non mettermi in viaggio stanco della giornata e di notte, cosa che evito di fare. Non mi rimane che partire di buon ora il giorno successivo, guadagnando almeno quelle sei ore circa che avevo previsto di perdere per la causa ma il diavolo ci mette la coda ed allora un'altra incombenza si profila inderogabile: la mia presenza in qualità di proprietario su di un terreno per altro formalmente già venduto (e pagato)!!

Il 28 mattina infatti, mi trovo in mezzo ad una disputa... territoriale che a me non riguarda affatto a discutere con acquirenti, possessori del bene, carabinieri ed avvocati! Era evidentemente un giorno predestinato a beghe legali.

Parto così a mezzogiorno circa finalmente in "direzione" del Treffen, nel senso che mi avvio a percorrere nel più breve tempo possibile, compatibilmente con i limiti di velocità, i 540km che mi separano dal garage dove mi aspetta la moto pronta per il viaggio. Questa volta sono in auto ed il viaggio mi risulta quindi più comodo e veloce. Arrivo a Siena nel pomeriggio verso le 17 o poco oltre e preferisco mangiare con calma invece di fiondarmi sulla moto; del resto sarebbe stato inutile arrivare a Mantova troppo presto visto che il mio ospite lavorava fino a sera.

Viaggio spedito e senza problemi verso Mantova tenendo ben conto della scarsa autonomia della mia moto; solo negli ultimi chilometri dovrò fare i conti con l'immancabile nebbia padana, anzi mantovana: dal mio amico apprendo che gli stessi veronesi definiscono "Mangia Nebbia" i mantovani interpretando come un acronimo la sigla automobilistica del capoluogo lombardo!

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