prologo

giorno 29

mattina giorno 30

pomeriggio giorno 30

sera giorno 30

giorno 31

giorno 1° Febbraio

Aspetto il buio gironzolando ed osservando i nuovi arrivi e tutta l'agitazione dei presenti indaffarati nelle attività più disparate: scaricare i bagagli, trasportare bagagli e derrate, balle di fieno e legna, montare il campo ricorrendo alle soluzioni più fantasiose, riparare moto, cambiarsi, discutere, scherzare, bere birra, scaldare vivande, accendere e riaccendere il fuoco, ravvivarlo, ecc. . Mi viene in mente di telefonare in Italia sia per raccontare a qualcuno quello che vedo in giro, sia per sapere se il mio amico Enrico mi raggiungerà veramente la mattina successiva e... Problema #3: Si scarica anche la batteria del cellulare! In verità, sono attrezzato per risolvere entrambe le ultime due emergenze energetiche prelevando corrente dalla batteria della moto ma preferisco non farlo perché la stessa è appena sufficiente per avviare il motore quando tutto va bene e non voglio approfittarne. Prudenza che non m'impedisce di telefonare collegando il cavetto alla batteria con l'accortezza di tenere il motore acceso. In effetti, ragionando in termini di Ampere, ovvero di capacità delle batterie da ricaricare, le 8A della batteria della moto potrebbero non essere intaccate in maniera significativa dalla ricarica delle piccole batterie del cellulare e della camera ma col freddo che fa e col fatto che sono da solo decido di non rischiare. Rinuncio quindi a caricare ulteriormente il telefono dopo aver spento il motore e rimando le comunicazioni alla mattina successiva, quando saprò con certezza se dovrò aspettare o meno il mio amico.

In serata comincio ad avvertire il freddo ed a preoccuparmi per il resto della nottata con particolare timore per la mancanza di scorte sia di acqua che di bevande di conforto e anche di generi alimentari: in gruppo questo non sarebbe successo. Decido che mi ci vuole la migliore cena possibile per affrontare la notte e propendo per il sostanzioso gulash servito giù in buca. Niente birra (non mi andava per il freddo) ma due (piccoli) bourbon whysky, uno prima ed uno dopo la bollente cena. Con tale scorta calorica mi accingo ad affrontare la notte risalendo febbrilmente la salita ghiacciata (c'è chi si porta perfino i ramponi da ghiaccio ma io no) ed infilandomi in tenda al più presto in mezzo ad un assurdo contesto di fuochi artificiali che - scoprirò - durerà fino alle tre e mezza di mattina... .

Quel poco di fieno che ero riuscito a racimolare risulta in effetti insufficiente ad isolarmi dal suolo e durante la notte sono costretto ad indossare la giacca da moto allo scopo di interporre qualcos'altro tra me ed il terreno approfittando della sua protezione in neoprene che corre dal collo al fondo schiena allargandosi sui fianchi. Così imbacuccato come una mummia motociclista affronto il resto della nottata cercando anche di dormire nonostante il terribile baccano fatto di fuochi artificiali, motori, musica risate ed urla dissennate tra le quali anche alcune inconfondibilmente femminili. Per quanto riguarda la musica, durata incessantemente per tutta la notte, ho almeno la fortuna di apprezzare tutta quella selezionata dai miei vicini, compresa anche un po' di quella tradizionale bavarese.

giorno 31