prologo

giorno 29

mattina giorno 30

pomeriggio giorno 30

sera giorno 30

giorno 31

giorno 1° Febbraio

La sera prima avevo preso nota, nella baracca... multifunzionale presente appena fuori dall'ingresso del kamp, dei prezzi, della composizione e soprattutto dell'orario del breakfast che a quanto avvertiva il cartello cominciava ad essere servito alle 7. Così, già sveglio prima delle sei per via del freddo, comincio a prepararmi anche per l'eventualità di smontare il campo ed andarmene, ciò nel caso - molto probabile - che il mio amico veronese rinunci a raggiungermi in giornata.

Qualche minuto prima delle sette sono infatti nei pressi della cosiddetta "discoteca" ovvero la baracca succitata e vedo già dentro alcune persone intente ai preparativi. Ma i minuti passano nell'attesa alla quale si aggiunge uno stagionato biker che avevo notato anche lo scorso anno per il suo aspetto da vichingo, completo di osso che gli attraversa la cartilagine del naso... . Aspetta che ti aspetta, unici avventori del locale io ed il vichingo cominciamo a familiarizzare e lui mi chiede quanti chilometri ho fatto per arrivare fino a lì; ovviamente non sto a spiegargli (ma come, in tedesco?) tutte le vicissitudini che mi hanno portato fino a lì e allora per impressionarlo sparo la cifra - invero un po' abbondante - di 1700km alla quale lui annuisce con una certa ammirazione. In realtà anche partendo dal mio paesino cilentano invece che da Siena il mio viaggio sarebbe stato di "soli" 1400km circa.

Solo dopo un'ora la sala (composta in realtà da sole tre pareti coperte da una tettoia) comincia a riempirsi: evidentemente si sapeva in giro che non avrebbero aperto prima delle otto e quindi in pratica ho buttato via almeno un'ora di potenziale riposo o di sistemazione del bagaglio. Finita la colazione in mezzo alla ressa che intanto si era creata (ero riuscito comunque a non perdere la pole position per il servizio) torno verso la tenda e telefono al mio amico che mi conferma definitivamente che non verrà; a quel punto decido per il rientro visto che per il giorno successivo è anche previsto un incontro a Modena tra altri miei amici.

Metodicamente smonto il campo e procedo ad una delle operazioni ritenute più difficili dai campeggiatori esperti: ripiegare la tenda in modo che entri, assieme a tutti i suoi accessori, nella sua sacca originale ma per la verità la cosa mi riesce al primo tentativo, nonostante abbia a che fare con quella tenda per la prima volta. sapendo della possibile difficoltà dell'operazione, il successo mi mette di buon umore. Mi ci vuole un po' - è normale - a sistemare tutto sulla moto e quando mi sento pronto passo a salutare il tipo di Carpi. Ma dopo il breve congedo si presenta il Problema #4 (uno dei più classici): la moto non parte. La batteria questa volta è nuova e fa il suo dovere ma inopinatamente il motore non vuole saperne ed in quel momento, con la moto carica ed io vestito di tutto punto, non riesco neanche a capire perché. Rinuncio per principio all'idea di mettermi ad operare sulla moto in quella posizione così scomoda, sul margine erboso di quella stradina stretta ed incessantemente trafficata, e torno dal carp*** (come si chiamano gli abitanti di Carpi?) perché intervenga con l'assistenza ufficiale (prima proviamo con un ponte a far girare il motore più a lungo ma senza risultato).

Di lì a poco passa in giù un quad dell'organizzazione, avvertiamo il suo conducente e non appena torna in su mi traina fino all'officina. Nel frattempo sono già le 11 circa ed i due meccanici sono già di parecchio indaffarati: mi rimandano all'una prima di intervenire sulla moto. Vista l'attesa forzata, decido di cominciare a sostituire la candela disponendone di una nuova e l'idea si rivela brillante: quella vecchia è bagnata, la corrente arriva e quindi il motore non è partito causa "ingolfamento" ovvero eccesso di benzina dovuto probabilmente allo spillo del galleggiante che non chiude più bene, visto che durante la sosta notturna avevo lasciato,come sempre, il rubinetto della benzina aperto.

La moto infatti parte immediatamente, sono le 11:30 e posso ancora farcela anche se so bene che non arriverò prima di buio. Prendo comunque in considerazione la possibilità di fermarmi a dormire se faccio "troppo" tardi. Il concetto di "troppo" come sempre sarà relativo anche alle condizioni meteo in cui compirò il viaggio. Raggiungo facilmente e rapidamente l'ingresso autostradale più vicino nei pressi di Hengersberg senza riconoscere nulla della strada che ripercorsi due anni prima da passeggero, di notte e nel bel mezzo di una nevicata. Lungo la strada noto anche il bivio del paesino di Schöfweg dove riparammo durante la tormenta.

Rimando il riempimento del serbatoio al primo distributore autostradale che però sembra non presentarsi mai e allora decido di uscire per raggiungere uno dei centri più importanti tra quelli vicini all'uscita e che sembrano per lo più dei dormitori, privi di servizi di qualsiasi tipo. Non sono sicuro del nome della cittadina ma ad ogni modo al primo distributore avvistato, completo di tavola calda, incontro un paio di motociclisti dall'accento del centro Italia e diretti anche loro all'Elefantentreffen; scambiamo qualche chiacchiera, do loro qualche consiglio sull'accampamento ed approfitto della loro presenza per scappare alla toilette. Percorrendo queste "Strade Blu" invece delle Autobahn istituzionali è anche possibile incontrare gente che procede  in direzione opposta alla propria: a questo non avevo mai pensato.

Durante il tragitto immediatamente prima della zona di Monaco noto anche l'uscita per Neufahrn, il posto dove facemmo tappa durante l'andata di due anni fa e dove dovetti lasciare la moto che non ne volle sapere di ripartire! Giunto in prossimità del capoluogo bavarese mi trovo a risalire delle infinite code di auto (è pur sempre sabato) che confluiscono tutte nel tronco diretto verso sud. Solo dopo la zona di Monaco comincio a riscontrare nuovamente la rassicurante presenza di distributori in autostrada: la mancanza di stazioni di servizio sul tratto proveniente da Passau-Deggendorf è cosa nota... agli altri ma non lo era a me!

Comincia a fare buio ed io procedo spedito verso il Brennero ed assieme al buio scende la temperatura. Lungo la strada mi fermo in un area di servizio che riconosco essere quella dove riparai il casco del mio amico veronese due anni prima e cerco di bruciare le tappe per evitare di affrontare il valico in orari proibitivi: temo anche per la nebbia che potrebbe aspettarmi una volta sceso in Val Padana. Immediatamente prima di Bolzano Nord mi fermo per quello che prevedo essere l'ultimo pieno della giornata e telefono al mio amico Fil che mi aspetta a Mantova in serata ma prospettandogli la possibilità di interrompere il viaggio di lì a poco da quanto ero infreddolito. Ma un cappuccino italiano, un'Aspirina e la riesumazione della nutella e delle marmellatine messe via a Thurmansbang mi predispongono adeguatamente per il prosieguo del viaggio e raggiungo il casello di Nogarole-Rocca perfino con un certo anticipo sull'orario previsto: niente nebbia per strada ma solo un po' di innocua pioggerellina che in effetti l'ha scongiurata. Dopo una rilassante doccia termino la serata in un piacevole contesto familiare presso la casa dei genitori di Fil dal quale poi tornerò a dormire.

giorno 1° Febbraio