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Donington

A Mika Kallio dev'essere piaciuta la bravata di Mertens ed ha provato a imitarla mettendo in gioco un sicuro 4° posto entrando su Lorenzo all'ultima curva e rimanendo in piedi solo per fortuna. La gara è stata dominata, invece, dal nostro Dovizioso che con questo risultato ristabilisce la distanza da Locatelli e gli altri nel campionato mondiale della 125.

Proprio Locatelli contribuisce al consolidamento della sua leadership con una caduta mentre era in zona podio (anche lui la penserà come Mertens e Gibernau), la prima moto italiana è l'Aprilia di Alvaro Bautista, giunto 2°. Se volete considerare italiana la Derbi la trovate 2a al 3° posto con Jorge Lorenzo. Anche il terzo in campionato, Hector Barbera, butta via un potenziale miglioramento in classifica con una caduta. 6° l'ottimo Simone Corsi.

 

Le prove della 250 hanno visto due Aprilia davanti a tutti con in pole quella guidata da Alex De Angelis. Il pilota di San Marino ha messo tutti in riga proprio allo scadere del tempo disponibile per le prove di qualificazione. Ha poi realizzato, in gara, solo un 4° posto in mezzo ad uno squadrone di Aprilia che hanno riempito la classifica dal 2° al 7° posto, con Porto e De Puniet sul podio e Battaini in fondo, primo degli italiani in gara.

La quarto di litro si conferma quest'anno la categoria più avara di risultati per i colori italiani.

 

Esaltanti le prove della GP con la perentoria pole di Valentino Rossi ed il 3° e 4° tempo delle Ducati di Capirossi e Bayliss. Risultato forse conseguito più grazie all'impegno dei due piloti, ambedue spettacolari nella loro azione, che alle reali prestazioni dei telai italiani. 8° Biaggi, 10° e 13° le altre due Ducati con Xaus e Hodgson, solo 18a l'Aprilia di McWilliams.

Rossi tiene fede alle promesse togliendo la temporanea leadership della gara ad un Capirossi partito al meglio. Neanche Texas Tornado in giornata di grazia e autore del record in gara riesce ad contenere il piccolo ma costante vantaggio che Valentino raccoglie ad ogni giro.

Capirex contiene i danni riguadagnando nel finale il 7° posto mentre Bayliss con una guida sopra le righe porta la sua Ducati 5a al traguardo nonostante un incredibile, lungo e velocissimo dritto sull'erba del Donington Park a seguito di un'imbarcata che però non gli costa neanche una posizione.

Gibernau, partito 2° ed accontentatosi del 3° gradino del podio affianca Biaggi in classifca mondiale. Il romano giunge infatti al traguardo in una posizione di rincalzo.

 

A questo punto del campionato possiamo cominciare a ritenere concrete le speranze di ottenere i titoli mondiali sia nella 125 che nella MotoGP.

SUCCEDE QUANDO NON CI SI ACCONTENTA

Interessante gara di "contorno" alla prova del MotoGP è stata quella del combattuto Trofeo Boxer Cup nella quale si è assistito ad un finale a sorpresa rivelatosi proprio all'ultima curva.

Andiamo con ordine. A due giri dal termine il nostro Panìchi è riuscito a portarsi al comando sfruttando la scia di Stephan Mertens, che conduceva la gara fino a quel momento. Sembrava che Mertens si fosse rassegnato ma, proprio all'ingresso dell'ultima curva della gara, è entrato interno al pilota italiano ma non abbastanza avanti a ché il nostro se ne accorgesse. Panichi ha percorso la sua traiettoria ed il contatto che ne è derivato ha comportato prima la caduta di Mertens, poi quella dell'italiano, costretto ad un fuori pista sull'erba.

La gara è stata vinta dal belga Legrelle, che seguiva il duo di testa da non lontano. Il risultato ottenuto dall'azzardo del pur esperto Mertens, protagonista a suo tempo della superbike, è stato quello di perdere un sicuro 2° posto a favore di un 5° e neanche davanti all'avversario italiano che, rialzatosi prima di lui, e giunto 4°.

L'italiano ha avuto delle simpatiche parole per il suo avversario, delle quali (fonte: Eurosport in lingua tedesca) si è colto solo un bel "...bastardo!". Per noi italiani solo un successo sfiorato.

ooooo

Non così si vincono trofei e campionati, bisogna anche saper perdere una battaglia per vincere una guerra. Quando si scorrono gli annali sportivi non si trova il "come ha vinto" accanto al nome del campione del mondo. Questo è quello che diceva Gilles Villeneuve quando osannavano le sue grandi imprese che non avevano, però, un riscontro in classifica.

Lo stesso Gibernau si è giocato, quest'anno, la leadership del campionato, con due cadute in due gare per non accontentarsi di una posizione di rincalzo. Se avesse dato un'occhiata alla recente storia sportiva avrebbe visto che il suo connazionale Emilio Alzamora si trovò campione del mondo della classe 125 senza aver mai vinto una gara. E dalla storia c'è sempre da imparare.

 

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