Articolo inserito il 22 Dicembre 2008

 

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Blog e siti d'informazione alternativa

Alcuni di questi siti sostengono tesi contrastanti tra di loro ma oltremodo degne di riflessione.

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HEYMOTARD dal 9 settembre anche blog

E' già da un po' che pensavo di realizzare un sito oppure un blog che costituisse un eco a questo sito. La necessità è nata da due considerazioni:

  • La non totale affidabilità, quanto a continuità del servizio, del server che ospita HEYMOTARD: infatti proprio mentre digito queste righe (che chissà quando potrete lèggere) il sito è off line;

  • Questo sito era nato su presupposti (quasi) del tutto motoristici o, ancora più specificamente, motociclistici. Ma dopo un po', sia per il mio quasi totale abbandono dell'ambiente, sia per la molteplicità dei miei interessi (ed impegni sociali) ho sentito l'esigenza di integrare le notizie di motorismo con argomenti legati all'ambiente, passando per un'analisi dell'impatto ambientale costituito dai motori stessi e di lì, inevitabilmente, con la società e la politica, intesa in questo caso non come speculazione ideologica e applicata ma pura e semplice amministrazione della... polis da parte delle élité dominanti a quasi total discapito del resto della popolazione mondiale. Ma il taglio inizialmente preso dal sito, oltre al maggior lavoro di editoria informatica necessario per i suoi aggiornamenti, mi hanno spinto ad aprire il il blog in oggetto, che nasce puramente sugli attuali presupposti di comunicazione e archiviazione, scremato da tutte le obsolescenze accumulate nel sito.

Il blog, quindi, sarà aggiornato con scadenze più frequenti rispetto al sito, e riporterà anche notizie ed argomenti che mi sembrano fuori luogo in questo contesto, e avrei anche escluso gli argomenti motoristici dal suo interesse se non fosse che, per pura pigrizia mentale... bieco sfruttamento di una discreta indicizzazione acquisita nel tempo e per la possibilità di pubblicità reciproca, ho utilizzato per esso lo stesso nome del sito, nome che rimanda inequivocabilmente ad argomenti prettamente motociclistici.

paso

il blog: http://heymotard.blogspot.com/


 

 

Le bugie di Giuliacci

Come in ogni regime che si rispetti o, più esattamente, che voglia farsi rispettare, un martellamento continuo di notizie false e tendenziose da parte di personaggi autorevoli ed insospettabili è indispensabile per rinnovare costantemente nelle menti della popolazione ignara la verità ufficiale e la fiducia nelle istituzioni.

Anche il popolare comico Mario Giuliacci, questa volta nei panni di esperto su Meteo.it, tenta di smontare la realtà delle scie chimiche ricorrendo a falsità ed omissioni, visto che è impossibile confutarla con riscontri oggettivi.

In sintesi i passi fallaci della sua bizzarra tesi, che potete trovare in versione integrale qui [pagina rimossa dal server di Meteo.it dopo la pubblicazione di questo articolo]

G.: "Da circa 7-8 mesi circola con insistenza sulla rete internet un documento redatto non si sa da chi e nel quale si afferma che aerei militari riverserebbero in cielo da molto tempo tonnellate di sostanze potenzialmente tossiche, come polveri di Bario, Alluminio e polimeri. Il tutto - sempre secondo l’anonima fonte - allo scopo di simulare esperimenti di modifica artificiale del clima."

- Sarebbe più onesto e veritiero ammettere che di scie chimiche se ne parla da circa 13 anni, cioè da quando fu lanciato l'allarme scie chimiche da parte di un gruppo di ambientalisti canadesi, mentre da circa 7 anni (ovvero da subito dopo l'11 settembre 2001) se ne parla diffusamente in rete e molti nel mondo sono i siti ad esse dedicate!
Quindi, di documenti sulle scie ce n'è ormai un'intera letteratura ed almeno i più importanti di questi sono tutti redatti e sottoscritti da autorevoli e notissimi ricercatori.

G.: "Ebbene innanzitutto mi sorprende che nessun ente istituzionale sia intervenuto per mettere fine alla diffusione di tali notizie."

- Come no? E lui che sta facendo? E' evidente proprio il contrario: per nascondere all'opinione pubblica una realtà così urlata e conclamata è ed è stato necessario finora un profuso e continuo impegno negazionista da parte di istituzioni civili e militari: se non fossero intervenute pesantemente non ci sarebbe più un solo meteorologo degno di questo titolo a descrivere come una bufala l'affare scie chimiche.

G.: "Ma ecco come si generano le scie di condensazione. Alla quota di 8-10 km la temperatura dell’aria è intorno a 40-45 gradi sotto zero per cui le microscopiche goccioline d’acqua rilasciate dal bruciatore dell’aereo condensano istantaneamente in una miriade di minuscoli aghetti di ghiaccio, resi poi visibili appunto da una sottile scia nuvolosa. Le condizioni ideali per il verificarsi del fenomeno sono quelle nelle quali l’atmosfera circostante è già di per se molto umida..."

- Tutto vero, omette solo di precisare che i tankers operano su quote di 2-4 km dove la formazione di scie di condensazione è impossibile.
Oltretutto, è molto raro che le due condizioni indicate [tasso di umidità relativa superiore al 70% e temperatura inferiore ai -40°C; n.d.r] si verifichino contemporaneamente a quote di 8-10 km: si stima infatti che meno del 3% dei normali voli commerciali attraversi le condizioni necessarie per il rilascio di scie di condensa e quasi esclusivamente nei mesi più freddi dell'anno, ovviamente.
Se così non fosse i nostri cieli sarebbero perennemente invasi dalle scie delle centinaia di voli giornalieri, invece la stragrande maggioranza dei passaggi sopra le nostre teste ci risulta invisibile.
Invece è proprio d'estate che sono più frequenti i voli chimici, e siccome durante le vacanze la gente si trova più frequentemente con gli occhi rivolti al cielo, opportune irrorazioni notturne permettono la formazione di una cappa biancastra e innaturale che impedisce o limita di molto la visione delle operazioni diurne.

G.: "Le condizioni ideali per il verificarsi del fenomeno sono quelle nelle quali l’atmosfera circostante è già di per se molto umida cosicché la scia stenta a evaporare e quindi resiste nel cielo anche per 1-2 ore."

- In realtà è risaputo che le scie di condensa scompaiono in genere entro 50 secondi, più raramente perdurano per qualche minuto.
Il lasso di tempo indicato invece, è quello in genere necessario ad una scia chimica per trasformarsi espandendosi in una nuvolosità poi difficilmente correlabile ad un rilascio aereo.

G.: Se poi a quelle quote c’è anche un forte vento, la scia nuvolosa tende ad essere sparpagliata lateralmente e quindi assume anche notevoli dimensioni nel verso laterale.

- Scia nuvolosa? Se una scia di condensa si espande dopo un po' cessa di essere visibile!
La sua affermazione potrebbe interpretarsi sia come un lapsus, sia come un sottile inganno:
se parla di "scia nuvolosa" puo' anche voler dire più o meno coscientemente che non intende riferirsi ad una scia di condensazione....

G.: "Lo stesso effetto potrebbe essere prodotto dall’affollamento domenicale di aerei nei cieli prossimi agli aeroclub."

- Credo che Giuliacci stesso sia arrossito dopo aver riletto il passo sopraesposto:
vuol dire che i piloti domenicali svolazzano a quote di 8-10 km con i loro Cessna ed i loro Piper (per non parlare degli ultraleggeri: tutti velivoli NON PRESSURIZZATI) propulsi da normali motori a pistoni che rilasciano le scie di condensa occasionali ed esclusive dei jet ad alta quota?
Oppure che i nostri aeroclub sono frequentati esclusivamente da proprietari di jet in grado di volare a quote tali da poter rilasciare scie di condensa?
Incredibile: non ha paura neanche del ridicolo!
Ma del resto, come affermava il radiofonico e cinematografico personaggio del Colonnello Buttiglione:
"Un militare non si arrende mai, nemmeno di fronte all'evidenza."
Sarà una peculiarità dei colonnelli....

G.: "Ma vi è anche un’altra modalità per la genesi delle scie di condensazione. Se l’atmosfera è oltremodo umida, allora l’aria che viene a contatto con il bordo d’attacco dell’ala si spezza lateralmente in due parti le quali, scorrendo poi lungo la superficie curva della fusoliera, sono costrette ad accelerare. Ma tale accelerazione provoca una rapida espansione dell’aria in movimento attorno all’aereo, con conseguente raffreddamento della medesima. Il rapido raffreddamento a sua volta fa condensare immediatamente la forte umidità sotto forma di una densa scia nuvolosa."

- Parzialmente vero: andava precisato almeno che prima di espandersi, l'aria si condensa sopratutto al di sotto delle superfici portanti.
In effetti la descrizione del fenomeno è inesatta.
Comunque, questo è un effetto visibile anche a terra durante il decollo degli aerei più pesanti e veloci in giornate molto umide: in volo è però molto raro e si può apprezzare quasi esclusivamente da parte di velocissimi aerei da caccia nel corso di una virata o di una cabrata molto stretta, situazioni nelle quali la compressione dell'aria da parte dei profili alari è molto importante.
Queste sottili scie , comunque, scompaiono progressivamente pochissime centinaia di metri dopo l'aereo in volo, altro che "densa scia nuvolosa".
Un esempio di queste particolari scie è chiaramente visibile nel filmato allegato a
questo articolo: non a caso si tratta di manovre molto strette!

G.: "Infine nulla vieta di pensare che molti appassionati del volo libero, per esibizionismo, possano far uso delle stesse innocue sostanze impiegate dalle nostre Frecce tricolori per disegnare in cielo i colori della nostra bandiera."

- Questa è talmente ridicola che eviterei di commentarla...
...però è sottilmente ipocrita e propagandistico il richiamo finale alle Frecce Tricolori e alla bandiera, argomenti cari agli italiani come la Ferrari, la Nazionale di Calcio e la mamma, di cui nessuno si sognerebbe mai di pensar male!
Da notare anche la valenza, nel contesto, della precisazione "innocue".
paso

Approfondimenti:
 
Fonte: http://heymotard.blogspot.com pubblicato il 19/09/2008
 
 

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