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RCAuto a chilometro: un altro passo verso il
Grande Fratello
L'ultima trovata delle Compagnie
Assicurative in materia di polizze auto è la possibilità di
adeguare il premio della Responsabilità Civile in base ai
chilometri effettivamente percorsi. Ad una prima analisi questo
sarebbe l'uovo di Colombo che assicurerebbe giustizia a chi utilizza
l'auto molto poco ma si vede costretto a pagare lo stesso premio, a
parità di altri parametri, di chi utilizza l'auto compulsivamente.
Ma come fare, per le Compagnie, per accertarsi del reale numero di
chilometri percorsi dai propri assicurati? Molto semplice: viene
loro in aiuto la tecnologia GPS per la localizzazione terrestre
mediante segnale rilevato da satelliti. Tale collaudatissima
tecnologia, oltre a consentire la stipula di polizze assai più
vantaggiose se si percorrono pochi km all'anno, permette anche di
localizzare immediatamente l'auto in caso di furto e quindi di
dissuadere ogni tentativo in tal senso da parte di malintenzionati.
Ora, prescindendo dalle motivazioni
che spingono una parte dell'umanità a rubare autoveicoli ed un
altra parte di essa ad acquistare automobili appetibili fino al
punto di rischiare di farsele rubare, prescindendo dai rimedi che si
potrebbero attuare per spezzare questo circolo vizioso, e
prescindendo infine dai chilometri che uno s'impegna o presume di
percorrere per pagare poco di assicurazione (!) il sistema per
pagare il giusto, evitando di sottoporsi volontariamente ad un
regime di libertà vigilata, ci sarebbe ed è molto semplice:
assicurare le patenti e
non i veicoli!
Ovviamente non si giungerà mai ad
attuare questa soluzione per il semplice motivo che nel nostro Paese
esistono ben più veicoli che patenti, e sappiamo bene che, come lo
Stato insegna, si è disposti a pagare molto più volentieri una
miriade di piccole tasse invece che una singola ma molto grossa. Ma
proviamo ad immaginare come sarebbe se si svincolassero parzialmente
le assicurazioni auto dal bene:
1) Si assicurerebbe la patente, cioè
se stessi, per tutti i rischi derivanti dalla conduzione di
autoveicoli, indipendentemente dal numero di autoveicoli posseduti:
non si può certo guidarne più di uno per volta!
2) Si stipulerebbe una polizza dal
premio minimale per i rischi derivanti dalla sola ESISTENZA del
veicolo, il quale premio potrebbe ad esempio essere proporzionale ai
metri quadri occupati dal mezzo, con gran vantaggio per le moto -
veicoli di scelta economica per eccellenza - oppure ai metri cubi,
se proprio si intende colpire maggiormente i proprietari di
SUV o di
grossi monovolume....
In questo modo si risolverebbero
automaticamente tutti quei casi ambigui e discutibili in cui il
conducente del mezzo non è il proprietario dello stesso, come
spesso accade all'interno di qualsiasi famiglia; si consentirebbe
alla gente di possedere più veicoli e scegliere quello più adatto
allo scopo, evitando di utilizzare un veicolo troppo grosso per la
bisogna; si eviterebbe di spingere i proprietari di vecchi modelli
alla loro rottamazione, azione che comporta sempre un
grosso danno per l'ambiente; a seguito di queste ultime due
conseguenze, si darebbe un vero colpo di frusta al mercato
dell'usato e del ricambio, anche se per completare l'effetto
benefico di questo ipotetico provvedimento delle Compagnie dovremmo
auspicare l'eliminazione della Tassa di Possesso, che
costituisce, a mio avviso, una vera vergogna, degna come concetto
del Vicerè di Napoli: se io acquisto un veicolo nuovo, verso un
altro quinto del suo prezzo di acquisto allo Stato, allora perché
farmi pagare ogni anno un'altra tassa PROPORZIONATA, tra l'altro, A
PARAMETRI INDIPENDENTI DAL SUO VALORE DI MERCATO?!? Nel senso che,
visto che il sistema di tassazione tiene conto della potenza dl
motore e non del valore del veicolo, dopo qualche anno si finisce
per pagare una tassa ben superiore a quella che paga il proprietario
di un veicolo di lusso nuovo di fabbrica, di valore molto più
elevato del nostro, anche se un po' meno potente!
L'adozione di entrambi i
provvedimenti proposti avrebbe un riscontro estremamente positivo
per tutte quelle persone per le quali le spese per l'autotrazione
costituiscono un'importante fetta del bilancio familiare e darebbe
un grande impulso al mercato dell'usato, veramente gigantesco in
Italia, assieme a quello del ricambio, che spesso costituisce solo
una dolorosa giacenza per i commercianti di settore, e infine
darebbe nuovo lavoro alle officine private ormai a rischio, visto
che il parco circolante è stato, negli ultimi anni, in gran parte
rinnovato e le Case hanno fatto in modo che gran parte degli
interventi sui veicoli di propria produzione possano essere
effettuati esclusivamente presso le loro Officine Autorizzate.
Certo, il mercato del nuovo ne
risentirebbe, ma il punto è proprio questo: il mercato del nuovo è
pompato artificialmente, si basa sulla vendita di beni
sostanzialmente inutili motivata solo dal ricambio forzato mediante
deplorevoli provvedimenti statali come le agevolazioni per le
rottamazioni o il passaggio obbligato a carburanti diversi, poco
importa se più inquinanti e nocivi dei precedenti, come nel caso
del passaggio obbligato alla benzina "verde" che di verde
ha solo il colore, conferitole attraverso opportuni coloranti. Il
concetto è che non è pensabile di continuare a vendere,
all'infinito, sempre più veicoli nuovi ai quali è necessario far
posto rottamando altri veicoli perfettamente efficienti!
Infine, se qualcuno può obiettare
che anche dopo tutte queste considerazioni chi percorre pochi
chilometri continuerebbe ad essere svantaggiato, quanto a premi
pagati, rispetto a chi ne percorre tanti, una soluzione
semplicissima ci sarebbe anche per questo: devolvere alle Compagnie
Assicuratrici, obbligandole a ridurre i premi, qualcuna delle
assurde tasse applicate attualmente sui carburanti: magari quella
sulla guerra d'Abissinia....
paso
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