inserito il 24 Ottobre 2007

 

HyperCounter

 

home
> articoli:

> RCAuto

Incendi Dolosi

Cilento
ecologia
energia
notizie
mercatino
moto
sport
turismo
Archivio
contatti
Links
Pubblica gratis

 

RCAuto a chilometro: un altro passo verso il Grande Fratello

L'ultima trovata delle Compagnie Assicurative in materia di polizze auto è la possibilità di adeguare il premio della Responsabilità Civile in base ai chilometri effettivamente percorsi. Ad una prima analisi questo sarebbe l'uovo di Colombo che assicurerebbe giustizia a chi utilizza l'auto molto poco ma si vede costretto a pagare lo stesso premio, a parità di altri parametri, di chi utilizza l'auto compulsivamente. Ma come fare, per le Compagnie, per accertarsi del reale numero di chilometri percorsi dai propri assicurati? Molto semplice: viene loro in aiuto la tecnologia GPS per la localizzazione terrestre mediante segnale rilevato da satelliti. Tale collaudatissima tecnologia, oltre a consentire la stipula di polizze assai più vantaggiose se si percorrono pochi km all'anno, permette anche di localizzare immediatamente l'auto in caso di furto e quindi di dissuadere ogni tentativo in tal senso da parte di malintenzionati.

Ora, prescindendo dalle motivazioni che spingono una parte dell'umanità a rubare autoveicoli ed un altra parte di essa ad acquistare automobili appetibili fino al punto di rischiare di farsele rubare, prescindendo dai rimedi che si potrebbero attuare per spezzare questo circolo vizioso, e prescindendo infine dai chilometri che uno s'impegna o presume di percorrere per pagare poco di assicurazione (!) il sistema per pagare il giusto, evitando di sottoporsi volontariamente ad un regime di libertà vigilata, ci sarebbe ed è molto semplice:

 assicurare le patenti e non i veicoli!

Ovviamente non si giungerà mai ad attuare questa soluzione per il semplice motivo che nel nostro Paese esistono ben più veicoli che patenti, e sappiamo bene che, come lo Stato insegna, si è disposti a pagare molto più volentieri una miriade di piccole tasse invece che una singola ma molto grossa. Ma proviamo ad immaginare come sarebbe se si svincolassero parzialmente le assicurazioni auto dal bene:

1) Si assicurerebbe la patente, cioè se stessi, per tutti i rischi derivanti dalla conduzione di autoveicoli, indipendentemente dal numero di autoveicoli posseduti: non si può certo guidarne più di uno per volta!

2) Si stipulerebbe una polizza dal premio minimale per i rischi derivanti dalla sola ESISTENZA del veicolo, il quale premio potrebbe ad esempio essere proporzionale ai metri quadri occupati dal mezzo, con gran vantaggio per le moto - veicoli di scelta economica per eccellenza - oppure ai metri cubi, se proprio si intende colpire maggiormente i proprietari di SUV o di grossi monovolume....

In questo modo si risolverebbero automaticamente tutti quei casi ambigui e discutibili in cui il conducente del mezzo non è il proprietario dello stesso, come spesso accade all'interno di qualsiasi famiglia; si consentirebbe alla gente di possedere più veicoli e scegliere quello più adatto allo scopo, evitando di utilizzare un veicolo troppo grosso per la bisogna; si eviterebbe di spingere i proprietari di vecchi modelli alla loro rottamazione, azione che comporta sempre un grosso danno per l'ambiente; a seguito di queste ultime due conseguenze, si darebbe un vero colpo di frusta al mercato dell'usato e del ricambio, anche se per completare l'effetto benefico di questo ipotetico provvedimento delle Compagnie dovremmo auspicare l'eliminazione della Tassa di Possesso, che costituisce, a mio avviso, una vera vergogna, degna come concetto del Vicerè di Napoli: se io acquisto un veicolo nuovo, verso un altro quinto del suo prezzo di acquisto allo Stato, allora perché farmi pagare ogni anno un'altra tassa PROPORZIONATA, tra l'altro, A PARAMETRI INDIPENDENTI DAL SUO VALORE DI MERCATO?!? Nel senso che, visto che il sistema di tassazione tiene conto della potenza dl motore e non del valore del veicolo, dopo qualche anno si finisce per pagare una tassa ben superiore a quella che paga il proprietario di un veicolo di lusso nuovo di fabbrica, di valore molto più elevato del nostro, anche se un po' meno potente! 

L'adozione di entrambi i provvedimenti proposti avrebbe un riscontro estremamente positivo per tutte quelle persone per le quali le spese per l'autotrazione costituiscono un'importante fetta del bilancio familiare e darebbe un grande impulso al mercato dell'usato, veramente gigantesco in Italia, assieme a quello del ricambio, che spesso costituisce solo una dolorosa giacenza per i commercianti di settore, e infine darebbe nuovo lavoro alle officine private ormai a rischio, visto che il parco circolante è stato, negli ultimi anni, in gran parte rinnovato e le Case hanno fatto in modo che gran parte degli interventi sui veicoli di propria produzione possano essere effettuati esclusivamente presso le loro Officine Autorizzate.

Certo, il mercato del nuovo ne risentirebbe, ma il punto è proprio questo: il mercato del nuovo è pompato artificialmente, si basa sulla vendita di beni sostanzialmente inutili motivata solo dal ricambio forzato mediante deplorevoli provvedimenti statali come le agevolazioni per le rottamazioni o il passaggio obbligato a carburanti diversi, poco importa se più inquinanti e nocivi dei precedenti, come nel caso del passaggio obbligato alla benzina "verde" che di verde ha solo il colore, conferitole attraverso opportuni coloranti. Il concetto è che non è pensabile di continuare a vendere, all'infinito, sempre più veicoli nuovi ai quali è necessario far posto rottamando altri veicoli perfettamente efficienti!

Infine, se qualcuno può obiettare che anche dopo tutte queste considerazioni chi percorre pochi chilometri continuerebbe ad essere svantaggiato, quanto a premi pagati, rispetto a chi ne percorre tanti, una soluzione semplicissima ci sarebbe anche per questo: devolvere alle Compagnie Assicuratrici, obbligandole a ridurre i premi, qualcuna delle assurde tasse applicate attualmente sui carburanti: magari quella sulla guerra d'Abissinia....

paso


Google

cerca:

nel web

nel sito www.heymotard.it

|

 

|