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A volte anche i grandi sbagliano!
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Che il parere di Corrado Maddii, già campione del mondo di motocross ed attuale team manager dello squadrone Suzuki, sia autorevole è fuori discussione ma è altrettanto vero che nessuno è portatore della verità assoluta. Vorrei commentare infatti un suo punto di vista che mi è sembrato un po', quantomeno, diciamo, irrispettoso. Nel corso di un intervista andata in onda pochi giorni fa in una tv privata gli è stato chiesto cosa ne pensasse del supermotard in quanto sport che, lo ricordiamo, ha da quest'anno un suo campionato del mondo. Beh, il buon Corrado se ne è uscito con un commento che non mi è sembrato obbiettivo affermando che si tratta (per il momento?) di una disciplina nella quale si riciclano i crossisti ed altri piloti non più competitivi e che non è quindi una specialità meritevole di attenzioni come per esempio il motocross (guarda caso), ecc!
Non sono d'accordo, per i seguenti motivi:
Alla luce di quanto sopra esposto credo, invece, che il motard sia proprio la disciplina del futuro in quanto estremamente spettacolare, fortemente formativa e abbastanza economica e popolare per il fatto che sia l'unica specialità che non necessita forzatamente di impianti appositi (anche se molti ci stanno già pensando) potendo effettuarsi le gare su circuiti improvvisati su piazzali, kartodromi e perfino su autodromi veri e propri. Ricordiamoci che campioni del mondo del calibro di Kenny Roberts, Wayne Rainey, Eddy Lawson e tanti altri fino ad arrivare al nostro Valentino Rossi si sono sempre allenati col dirt. Il famoso Training Camp dello stesso "King" Kenny prevedeva diverse ore al giorno proprio a girare in un ovale di terra con delle modestissime XR100 ma con la ruota posteriore liscia.... Per contro, il motocross europeo non ha mai sfornato fenomeni velocistici con l'unica eccezione dello sfortunato Jean Michael Bayle e sarà sempre più difficile ora che col diffondersi delle gare indoor (e del free-style, sua conseguenza e degenerazione) le medie gara si sono abbassate dai 40-60Km/h del cross tradizionale, ai 25-40Km/h. Difficile immaginare come disciplina formativa per un pilota uno sport sempre più simile al trial acrobatico. Paso |