articolo pubblicato nel 2001 su www.profondosud.it

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SICUREZZA ATTIVA E SICUREZZA PASSIVA

Riprendo l'argomento lanciato nello scorso articolo sulle cause degli incidenti stradali con delle riflessioni sullo stesso concetto di sicurezza nella circolazione.

La cosiddetta SICUREZZA ATTIVA è da considerarsi l'insieme dei fattori che impediscono o quanto meno rendono meno probabile il verificarsi di un incidente.

Questi fattori interagiscono anche fra di loro e sono, nell'ordine in cui possiamo considerarli dal momento in cui ci avviciniamo al veicolo:

  • L'abbigliamento - importantissimo sulle moto (ad esempio: un corpo estraneo in un occhio è sufficiente a provocare un incidente) ha la sua importanza anche in auto se si cerca di guidare senza togliersi il cappotto oppure d'estate con calzature che possono sfilarsi dal piede (sono anche vietate dal codice).

  • Lo stato psico-fisico del conducente - in generale; aspetto già accennato nel precedente articolo, diamo per scontate quali siano le condizioni ideali di chi si mette alla guida.

  • La posizione di guida - più importante di quello che si può immaginare, sopratutto nelle auto, sulle quali si vede spesso gente guidare con braccia e gambe distese e la parte inferiore della schiena non aderente allo schienale: condizioni queste che rendono molto più difficile il controllo del veicolo, sopratutto in caso di perdita di aderenza.

  • Le condizioni stesse del veicolo - con particolare riferimento allo stato di ammortizzatori e gomme (sono loro che ci "tengono in strada") i freni e tutti quegli aspetti in generale che possono influire sul controllo del veicolo come i fari, la pulizia di cristalli e specchietti, oggetti mobili che possono disturbarci, eccetera.

  • L'attenzione e la condotta di guida - e su questo aspetto non basta certo uno scritto così breve neanche per inquadrarne i principali temi, solo uno per tutti: pensate che secondo un rilievo statistico il 2% degli incidenti mortali è causato dall'atto di accendersi una sigaretta! Chissà quanti sono causati dall’utilizzo del cellulare.

  • Le condizioni meteo,delle strade e l'intensità del traffico.

  • Le prestazioni del veicolo - intese in senso globale e cioè, oltre a quegli aspetti evidenti e misurabili come la capacità di accelerazione e ripresa, la tenuta di strada e la frenata, anche la perfetta coerenza tra l'ordine impartito dal conducente e la sua rapida e perfetta esecuzione. Ci sono infatti auto e moto che pur non essendo criticabili sotto nessun aspetto funzionale misurabile lo sono in realtà quando si cerca di realizzare con estrema rapidità una manovra che può essere d'emergenza rivelando delle lentezze di esecuzione che non sono evidenti nella guida normale. E attenzione: queste inerzie possono essere da considerare anche a favore della sicurezza attiva se se ne considera l'effetto positivo sulla stabilità. Ovvero: la scarsa reattività di un veicolo ai comandi impartiti si può considerare positiva in caso di manovre sconsiderate o dettate dal panico oppure negativa se la velocità di esecuzione ci permetterebbe ad esempio di scansare un ostacolo. Queste ultime considerazioni riguardano due caratteristiche dei veicoli sulle quali si fa spesso confusione: la stabilità e la tenuta di strada, aspetti spesso in contraddizione tra di loro e cruccio dei progettisti che con le loro scelte possono valorizzare uno di questi aspetti a discapito dell'altro in quanto influenzati con diversa valenza dagli stessi fattori. Uno di questi è la massa globale del veicolo che influenza negativamente la tenuta ma positivamente la stabilità e può avere effetti diversi anche sotto l'aspetto della sicurezza passiva, aspetto che considereremo nel prossimo articolo.

Vincenzo De Simone

 

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