Cambiare l'auto: la scelta più ecologica?

Considerazioni sull'impatto ambientale globale

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La mia impressione è che tante campagne "d'informazione" dal presupposto ecologista siano architettate in realtà per giustificare un consumismo fine a sé stesso e, come effetto collaterale, per "salvare" posti di lavoro per far contenti sindacati e opinione pubblica.

Sostituire un'auto "vecchia" con una di nuova concezione è veramente utile all'ecosistema?

Riassumiamo per punti pro e contro riferiti a impatto ambientale e ai riflessi economici.

ECONOMICO E ANTIECONOMICO

SUGGERIMENTI PER RIDURRE (VERAMENTE) L'INQUINAMENTO AMBIENTALE

LA DIFESA DEL MOTORE A DUE TEMPI

ECOLOGICO

 

  • I modelli di recente progettazione consumano meno

  • Inquinano meno se e quando il sistema di catalizzazione funziona

  • I motori a gasolio inquinano ancora meno di quelli a benzina quando funzionano perfettamente e sono con alimentati con gasolio privo di zolfo e paraffine

  • Spegnere  i motori quando non è necessario tenerli accesi

 

 

ANTI ECOLOGICO

  • Progettare, costruire, trasportare una nuova auto (e tutti i componenti che servono per costruirla) comporta un costo energetico, e quindi di inquinamento ambientale, enormemente superiore al risparmio ottenuto non utilizzando più il vecchio veicolo

  • Smaltire e riciclare (in parte) i rifiuti derivanti dalla rottamazione di un veicolo funzionante comporta un ulteriore costo, uno spreco energetico ed un forte inquinamento dovuto allo smaltimento di materiali come piombo solforato, componenti plastici non riciclabili, tessuti, vernici, gomme, oli, acidi, fluidi vari, ecc.

  • Il catalizzatore funziona solo quando raggiunge la temperatura di innesco della catalizzazione, cosa che avviene non prima di 20 minuti circa di marcia, ovvero: se usate l'auto solo per andare al lavoro a non più di 20 minuti da casa inquinate sempre (quasi) quanto una vecchia auto  

  • I motori a gasolio sono meno inquinanti di quelli a benzina solo a patto di un perfetto funzionamento del motore, cosa impossibile con la gran parte dei gasoli venduti in Italia e subordinata alla buona manutenzione, quasi mai effettuata dai proprietari dei veicoli: basta osservare la quantità di veicoli Diesel che emettono fumo nero (un Diesel poco inquinante non emette fumi visibili)

  • Tenere accesi i motori quando non è necessario, malcostume diffuso sopratutto tra gli utilizzatori di motori Diesel tra i quali è radicata la falsa credenza che a questo tipo di motore sia dannoso essere spento e riacceso dopo poco: la verità è che ai motori ad accensione spontanea fa ancora più male rimanere a lungo a minimo per via del generoso dimensionamento degli organi in moto alterno che sono progettati per funzionare con delle forti pressioni di contrasto

  • Smaltire e riciclare (in parte) i ricambi già prodotti e non più utilizzabili aumenta ancora l'impatto globale del rinnovo del parco

 

ECONOMICO

  • Il minor consumo di carburante dei modelli di recente progettazione

ANTI ECONOMICO

  • Non sfruttare beni già prodotti e ancora funzionanti

  • Distruggere le scorte di ricambi utilizzabili

  • Continuare ad alimentare artificialmente un mercato già saturo e che prima o poi collasserà (basta osservare l'incredibile quantità d'usato disponibile sul mercato)

  • Distogliere energie produttive da settori che necessitano ancora di investimenti umani ed economici come la ricerca, l'ecologia (quella vera), il turismo, la sicurezza sociale, l'ordine pubblico, la sanità, le opere pubbliche, ecc.

  • Distruggere in un attimo tutte le risorse lavorative e commerciali dei meccanici e dei produttori e commercianti di ricambi 

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I punti fondamentali sono questi, pensate un po' se conviene veramente cercare, con affanno e contro ogni teoria dimostrabile, qualche giustificazione finto-ecologista con la propria coscienza, pur di avere al più presto ma a rischio di ogni sana economia familiare e sociale, l'ultimo modello nel proprio garage.

I miei modesti suggerimenti per ridurre veramente inquinamento e sprechi

  • Sfruttare al massimo le risorse disponibili incentivando e detassando il possesso e l'utilizzo di veicoli ancora funzionanti

  • Ridurre drasticamente i consumi concentrandosi sulla riduzione e la "fluidificazione" del traffico e cercando di annullare i tempi morti derivanti da code e semafori:

    • frazionando, informatizzando e decentrando i servizi pubblici per finirla con la necessità di perdere tempo tra un ufficio e l'altro già solo per ottenere un proprio diritto

    • aumentando il numero di corsie nelle strade, ove possibile e risolutivo per lo scorrimento del traffico

    • limitando gli attraversamenti a raso (quindi i semafori, quindi le soste a motore acceso)

    • liberalizzando e rendendo non-stop gli orari di tutte le attività pubbliche e private (per evitare le ore di punta)

    • limitando l'accesso ai centri storici ai soli veicoli a due ruote, con le dovute eccezioni, che non creano ingorghi, inquinano poco e non hanno grossi problemi di parcheggio

    • disincentivando la creazione ed il mantenimento di attività commerciali e produttive da zone non facilmente raggiungibili da trasporti pubblici o privati

    • incentivando, parallelamente, tutti gli investimenti in zone ben servite da strade e parcheggi

  • Costruire, nel frattempo, veicoli a basso impatto ambientale che andranno a sostituire gradualmente e senza forzature di mercato i veicoli non più funzionali

  • Incentivare i trasporti marittimi

  • Distaccarsi gradualmente dalla dipendenza energetica dal petrolio con il sempre maggior utilizzo di generatori eolici e solari, incentivandone l'utilizzo ed eliminando in tronco tutti i vincoli pseudo-ambientalistici che ne limitano la diffusione, riservando, per il momento, le risorse petrolifere alla sola autotrazione visto che all'attuale stato dello sviluppo tecnologico in questo settore - almeno questa è la versione ufficiale - che contribuisce per circa il 16% all'inquinamento ambientale, non si è trovato ancora un sistema propulsivo dal rendimento e dall'affidabilità migliori o anche solo paragonabili a quelli offerti dai motori alternativi alimentati a benzina o gasolio. Dicono.  

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Un'ultima nota: Sono stati demonizzati tanto i motori a due tempi (funzionanti a miscele di benzine-oli, per intenderci) fino a decretarne la fine: stanno scomparendo, per legge, nei paesi più "evoluti" ma vi hanno imbrogliato anche su questo.

Riassumerò anche per questo argomento i punti principali su di una tabella, per lasciare a voi le conclusioni.

Il corretto confronto con i motori a quattro tempi è ragionato sulla parità di prestazioni fornite.

 

Pro 2t

  • Maggiore semplicità costruttiva

  • Maggiore affidabilità per il minor numero di parti in movimento
  • Minor ingombro
  • Minor peso
  • Minor costo produttivo
  • Minor costo di manutenzione
  • Nessuna emissione di ossido d'azoto (è uno dei agenti inquinanti monitorati in particolare nelle misurazioni della qualità dell'aria nell'ambiente urbano) emesso solo dai motori a quattro tempi
  • Se alimentato da sistemi di iniezione oppure da carburatori a membrana (senza vaschetta) i motori a due tempi possono funzionare in tutte le posizioni, anche capovolti (mentre il quattro si danneggia in pochi secondi se anche solo rimane acceso dopo una caduta dal cavalletto)- questa attitudine è fondamentale per i motori da motosega e per uso aeronautico e motivo di grande sicurezza per i motori utilizzati in mare in condizioni di mal tempo (una semplice scuffia può far grippare un quattro tempi)
  • Possibilità di usare benzine con un minor numero di ottani (per via del minor rapporto di compressione effettivo) e quindi meno ricche di agenti fortemente inquinanti e cancerogeni

Contro 2t

  • Maggiore emissione di gas incombusti (in un quattro tempi di recente progettazione è quasi nulla)
  • Necessità di rifornimento periodica d'olio (all'incirca ogni 1000Km ma anche gli altri liquidi vanno rabboccati, ogni tanto)
  • Emissione di gas combusti più inquinanti a prescindere dalla qualità dell'olio utilizzato (*)
*) E qui il discorso si amplierebbe: tanti dei presunti difetti costituzionali dei motori a due tempi sono in realtà direttamente dipendenti dalla qualità dell'olio utilizzato:
  • Tanti lubrificanti di buona qualità dell'ultima generazione sono molto meno inquinanti dei vecchi prodotti interamente minerali o vegetali di tanti anni fa e la ricerca in tal senso potrebbe ancora continuare.
  • Esistono oli che hanno una produzione di fumo quasi nulla.
  • Nessun moderno olio da miscela lascia più incrostazioni oleose sugli elettrodi delle candele e nello scarico: che mi ricordi io, già vent'anni fa smontavo le candele al mio Cagiva SX350 ed alla mia RD350 non prima di 10-15000Km e spesso solo per vedere in che condizioni erano!

Da questa tabella si evince principalmente che la fretta di eliminare il due tempi è stata, anche in questo caso, una mera forzatura del mercato, operata a vantaggio dei fabbricanti e della rete distributiva, in particolare per quanto riguarda i motori fuoribordo.

Ricordiamo che prima di quest'imposizione su scala planetaria tanti costruttori automobilistici (tra cui la FIAT) stavano sperimentando l'utilizzo del due tempi per l'autotrazione in particolare per le vetture di piccole dimensioni, sfruttando i vantaggi che dà a parità di potenza un propulsore più piccolo e leggero: vettura internamente più spaziosa a parità di dimensioni esterne; minor peso e cioè minori consumi e maggiori tenuta di strada, sicurezza attiva e prestazioni; minori costi costruttivi; ridotta manutenzione.

Fate un po' voi, vi ho solo informato

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