OP
Incompetenza, si!
Se il presupposto di tali imposizioni fosse magari quello di aumentare la sicurezza dei piloti e degli spettatori, la strada da battere non sarebbe certo quella di stabilire un limite di velocità, ciò avrebbe infatti ben poco effetto sulla sicurezza, perché:
Basta battere a 40Km/h (limite che già un qualsiasi ciclomotore è in grado di superare) contro una superficie rigida il cranio perché il cervello subisca una decelerazione di 8g, superato il quale limite muore.
Esistono già commissioni di esperti federali che sovrintendono alla sicurezza negli impianti, per cui sarebbe una inutile e dannosa sovrapposizione di competenze creare commissioni (di inesperti, come vorrebbero i Verdi) che dessero anche il loro parere.
Se, come pare, il principale riferimento di riferimento dell'Onorevole Pecoraro Scanio è l'attuale Formula 1 automobilistica, nella quale è vero ciò che dice, cioè che lo spettatore si diverte di più se c'è l'incidente, allora è sbagliato il suo riferimento: si tratta di una kermesse motoristica poco ortodossa seguita per lo più da incompetenti e che ha la effettiva necessità dell'incidente per offrire una parvenza di spettacolo, trattandosi di serie di manifestazioni finto-competitive per lo più prive di sorpassi, confronti a parità di mezzi e sopratutto dimostrazioni di particolari abilità di guida: se un pilota è bravo fà i rally, è risaputo; e se uno spettatore appassionato di auto vuole vedere un vero spettacolo in pista và a vedersi il SuperTurismo o il Mondiale Marche o qualsiasi gara, anche "minore" di formula o di kart nella quale può trovare più agonismo ed emozioni in un giorno che in un anno di F1.
Sull'ovale di Indianapolis si gira, con alcune formule, a oltre 330Km/h di media e si sfiorano i 400 di velocità max: come mai, secondo la logica degli impositori di limiti, non si verificano così tanti incidenti con conseguenze fisiche per piloti e pubblico?
E come mai, secondo loro, nonostante il costante aumento delle prestazioni gli incidenti con conseguenze per le persone sono sempre di meno? Vuol dire dunque che il problema non è certo la velocità massima raggiungibile, lo dimostrano anche le statistiche delle noiose "gare" di F1 dove comunque si gira a medie elevatissime, spesso superiori ai 200 nonostante gli attuali circuiti abbiano più curve ad esse della costiera amalfitana.
La stragrande maggioranza degli incidenti, con o senza conseguenze per il pilota, avviene a velocità inferiori al limite che si vuole imporre, con l'unico parametro della velocità allora si dovrebbero imporre dei limiti minimi!!!
In ultima analisi, basta prendere in esame il recente incidente di Katoh per rendersi conto che le gravissime conseguenze per il pilota non sono certo dovute alla velocità (pare l'innesco sia avvenuto a 190Km/h) ma alla evidente inadeguatezza di una pista che se non fosse di proprietà della Honda non sarebbe mai stata omologata.
Ricordiamo infine che il grande Barry cadde sulla sopraelevata di Daytona a 290Km/h ed è morto da poco, nel suo letto, di cancro all'esofago dovuto ai suoi eccessi di fumo ed alcool; questi sì che sono eccessi veramente pericolosi.