18 luglio 2004

 solita disinformazione da telegiornale

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Ha poca importanza specificarne la fonte e poi nessuno è privo di peccato nel campo dei media, sicuramente nemmeno io, ma quando "esperti" e opinionisti di turno toccano a sproposito argomenti che dovrebbero lasciare a chi se ne intende veramente, succede che sento forte il bisogno di correggerne il tiro. Ho anche lasciato che la cosa sedimentasse almeno un giorno prima di dire la mia, il tutto per non rischiare di essere troppo "caldo".

Il fatto riguarda un'opinione buttata là sull'argomento delle patenti per i ciclomotori e, per estensione, su "malcostumi" come il trasporto di un passeggero o, peggio, l'elaborazione del motorino...

Che per quanto riguardi le patenti per i ciclomotori si sia arrivati tardi e nel modo sbagliato, non c'è dubbio:

  • centinaia di migliaia di richieste inevase per la lentezza del sistema con la conseguenza che dal primo luglio tantissimi cittadini (non solo minorenni) non possono più guidare un veicolo che magari guidavano da anni;

  • centinaia di milioni di Euro forzatamente spesi da chi si è dovuto rivolgere alle agenzie private per mancanza di tempo (o di fiducia).

Detto questo non mi voglio spingere oltre tirando in ballo il mancato ruolo della scuola, che per preparare un individuo alla vita sociale dovrebbe innanzitutto preservarne l'esistenza insegnandogli tra le cose più importanti proprio il codice della strada. Ma questa è un'altra storia e qualcosa adesso si sta facendo, alla faccia delle autoscuole...

Il fatto:

Quando l'argomento, nel servizio in questione, scivola sulle elaborazioni ciò che si vuole dare a intendere sono essenzialmente due cose:

  1. La quasi totalità dei proprietari dei ciclomotori "manomette" il proprio veicolo (e questo è un dato di fatto, fortunatamente*) "alterandone le caratteristiche di omologazione"!

  2. I ciclomotori non sono costruiti per viaggiare oltre i 45 Km/h (e ciò è totalmente falso) sostenendo ad esempio che la potenza dell'impianto frenante diventa insufficiente.

Ci sono due tipi di "manomissione" che si possono apportare ad un ciclomotore: una vera elaborazione che comporti anche la sostituzione di parti;  la semplice "spiombatura" (in gergo) che consiste nella sola eliminazione di strozzature (i famosi diaframmi) e altri sistemi limitativi delle prestazione che il costruttore inserisce per i soli mercati che ne necessitino l'adozione. E il servizio puntava stupidamente proprio su quest'ultima!

Ma se ci sono delle strozzature o delle rondelle che si possono eliminare non significa implicitamente che il costruttore ha progettato e costruito il veicolo per farlo andare ben più forte del limite previsto in Italia? Li avessi avuti io gli impianti frenanti e le sospensioni dei cinquantini di adesso... Il mio Malanca Testa Radiale superava di suo gli 80 Km/h ma rallentava solo grazie a dei freni a tamburo meccanici che oggi non monterebbero neanche su di un carrello per la spesa ed aveva un lumino a 6 volt, al posto del faro, alimentato da una dinamo dalla potenza ciclistica. Oggi i motorini hanno delle dotazioni elettriche che non ci sognavamo neanche sulle maxi-moto. Sono fatti, eccome, per andare parecchio oltre i 45: gioiellini come un Aprilia RS, piuttosto che un Derbi GPR, sono vere piccole moto progettate e realizzate per velocità anche di 140-150 Km/h. Perfino quelle deiezioni meccaniche che fanno oggi, a forma di water con manubrio, il tutto montato su ruotine da kart (gli scooter, perdonate il termine), sono adatte a viaggiare a 80-90 Km/h.

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Vorrei ricordare, infine, come tutti i veicoli motorizzati siano macchine prive di volontà propria e se qualcuno ne fa un uso sbagliato, come per un'arma o come per qualsiasi altra macchina costruita dall'uomo, non si può incolpare la macchina.

Nel servizio inoltre, quello che sembrava essere un meccanico, illustrava la rimozione del boccola fermo che limita l'escursione del variatore chiamandola "diaframma" e dimostrando così anche una certa incompetenza meccanica di base. Ma d'altra parte è anche normale che un giornalista non specializzato si avvalga di "esperti" reperiti alla bisogna....

Per quanto riguarda il trasporto del passeggero il discorso è lo stesso: gran parte dei ciclomotori viene progettato per questo scopo, altrimenti a che servirebbero i selloni di quasi tutti gli scooter? L'utilità primaria dello scooterino, poi, è proprio quella del trasporto passeggero (commissioni in città senza l'assillo del parcheggio o del furto, accompagnamento dei figli a scuola, grosso risparmio sulle spese di trasporto, ecc); Sopratutto in vista dell'utilizzo a due, poi, diventa particolarmente importante, per motivi di sicurezza, disporre di un veicolo dalle prestazioni sufficienti a trarsi d'impaccio: prestazioni non fornibili da un ciclomotore veramente "codice".

*) ...fortunatamente, si! Provate a dimostrare quanto sia sicuro viaggiare a 45 all'ora con un motorino in un flusso di veicoli, anche pesanti, che viaggia a 80 in qualsiasi viale delle nostre città e ancor di più sulle extra-urbane!

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